M A R E N O S T R U M - S P A Z I O D I D I A L O G O E D I V E R S I T A'
L a V o c e d e l l ' A f r i c a O c c i d e n t a l e
Memoria collettiva & Coscienza collettiva
“L’isola è ancora lontana, quasi un miraggio. La videocamera vi si avvicina lentamente, sorvolando a pelo d’acqua il mare. In sottofondo sentiamo la composizione lirica che il poeta tedesco Peter Huchel dedicò ad Ischia nel 1963. “La voce della memoria” di Carla Zickfeld (regia e soggetto) e Stefan Karkow (fotografia e montaggio) non è un film, non un documentario o più banalmente una dichiarazione d’amore visiva ad un’isola del Mediterraneo. È qualcosa di più. È un’opera d’arte corale, sensitiva, intensa e poetica che deve la sua forza ad un valore espressivo del quale c’eravamo quasi dimenticati. La lentezza, la capacità di osservare e ascoltare, anche quando i suoni ci possono apparire in un primo momento come semplice silenzio. Ma silenzio non è. È la voce del mare, del vento, della terra e delle generazioni di uomini e donne che a fatica l’hanno coltivata e rispettata in un rapporto di reciproca dipendenza. Il film mi ha attratto fin dalle prime sequenze e mi è rimasto impresso anche molto tempo dopo la sua visione. Ci mostra un’isola d’Ischia del tutto inedita, nuova, ricca di storia, natura, musica e professioni che per secoli hanno scalfito la sua identità. Un identità che oggi sembra appartenere più alla memoria che non alla realtà del presente. Il grande merito di questo film è che non cede ai sentimenti a volte nostalgici, altre volte rassegnati dei “bei tempi passati”. È un film che va nel profondo e che lascia allo spettatore la libertà di scoprire l’isola dall’angolazione che preferisce. Un film che lascia libertà di spazio alle immagini, ai suoni, ai protagonisti, al rumore del vento e ai tanti misteri delle sorgenti, delle rocce vulcaniche, delle viti e delle cisterne. In altre parole: è un film prezioso”.
Walter Rauhe, Giornalista e documentarista
Corrispondente da Berlino della Radio e Televisione della Svizzera Italiana
"Che belle e giuste parole !! Sono assolutamente d’accordo su tutto e non avrei saputo esprimerlo meglio
Ieri sera R. ed io abbiamo guardato il film e ci è piaciuto molto !
In particolare ci è piaciuta l’impostazione che avete dato molto calma e profonda sia dal punto di vista delle inquadrature che dei contenuti. Ci è piaciuta molto l’inquadratura iniziale dell’isola e in generale lo sguardo sulle rocce, sulla natura, sulle vigne, sul lavoro manuale e contadino. Anche le interviste sono interessanti e assolutamente perfette così come la scelta dei testi e delle musiche... In ogni caso ci è piaciuto davvero tanto.
È rigoroso e il messaggio arriva in modo molto chiaro e poetico al punto tale che nostra figlia ( che ha guardato con noi) ha detto che stentava a riconoscere Ischia e le pareva che fosse un’altra isola e credo che fosse proprio questa la vostra intenzione !"
C.M., Ischia
"Ringrazio per il bellissimo trailer. Vorrei proporvi una proiezione del film a Ischia per i giovani e per l’associazione APCI ( parco culturale ischia) di cui sono vice-presidente. … Perfetto, attendo la divulgazione! Complimenti! Un film di grande bellezza, necessario, che ci interroga sul futuro della nostra isola."
G.d.P., Ischia
"Vi ringrazio per l'invito a presenziare alla visione del docufilm di ieri a Forio. E' stato interessante e bello rivedere e su cui riflettere sul passato di alcuni territori dell'isola d'Ischia. Mia moglie, molto curiosa, gradirebbe vederlo. Come sarebbe possibile ? Inoltre io suggerirei di inviarlo alle scuole che spesso trattano tematiche relative ai propri territori ed origini, facendo riflettere e rendere consapevoli tutti sulla immensa ricchezza dell'isola e poter intraprendere progettazioni per la fruizione e realizzazione di attività sia commerciali che non commerciali, sostenibili, etc. Non ultime le scuole che intraprendono progetti Europei Erasmus potrebbero realizzare progetti internazionali (Comenius, ERASMUS Plus, etc.) e così diffondere in Europa le significative peculiarità ed identità della nostra isola."
G.I., Sant’Angelo
CONCLUSIONE DEL PROGETTO PILOTA :
Le donne della Pesca in Senegal - Tra Tradizione e Modernità - Il Futuro della Memoria
Sensibilizzare su una vera comprensione del ruolo delle donne senegalesi nella società attraverso il loro ruolo nel sacro - nel contesto del ruolo
tradizionale nel loro lavoro
quotidiano e le attuali condizioni di lavoro, influenzati dalla crisi della pesca, la migrazione e la globalizzazione.
Progetto in programmazione :
COSTRUIRE UN PONTE TRA AFRICA E EUROPA :
- Per la sostenibilità in loco e la reduzione dell'emigrazione
- Tramite la mediazione di migranti provvenienti dall'Africa dell'Ovest che vivono in Europa e rapprentano qui in modo esemplare la propria cultura
IN COLLABORAZIONE CON :
- Gabin Dabiré, compositore, cantante e poeta, provveniente da Burkina Faso, vive da decenni in Italia
E' stato definito da Herbie Hancock come "La nuova sintesi della musica Africana'
- Moustapha Dembélé, compositore e musicista, da una famiglia tradizionale 'Griot', vive da alcuni anni in Italia
Studi visuali e note biografiche di Dabiré e Dembélé :
https://youtu.be/9rxTEj4unKU - https://youtu.be/moxYP5cobgE
https://en.wikipedia.org/wiki/Gabin_Dabiré - http://www.dembele.it
Crediamo che dalla profonda comunicazione delle radici culturali degli emigrati senegalesi potrebbe essere generato un rispetto in maniera esemplare verso le persone di un origine culturale diverso. Troppo spesso vi è pregiudizio sostanziale relativo al ‘povero’ continente africano - martoriato dalla schiavitù, colonialismo e guerre civili - mediante trasferimento di questi aspetti sui valori spirituali e culturali della società africana.
